sabato 2 febbraio 2013

La sofferenza è come il pane nero.

Pane nero




Ho quasi finito il tuo pane nero,
dall’ amaro sapore del tuo mondo,
della tua vita narrata a brandelli,
dosata come pioggia sottile,
per fare spazio a nuove tristezze,
soffocate con quindici gocce…
Ridammi ancora quel pane nero,
Amica fragile che mi manchi tanto,
raccontami ancora del pane nero,
che hai mangiato vivendo,
e lo potemmo spezzare in due
e lo mangeremo insieme
per dividere le pene della vita…
per cercare orizzonti nuovi
dove poter sognare ancora,
insieme,
perché i sogni  più belli,
i sogni più grandi,
si fanno in due,
anche sgranocchiando
del pane nero…

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1 commento:

  1. Complimenti Bruno,
    un'altra poesia che tocca il cuore!

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